CHI E' IL BAMBINO?
Che cosa intendeva Gesù quando diceva: "Se non diventerete come uno di questi piccoli
non entrerete nel regno dei cieli" (Mt 18,2 ) ?
I Vangeli affermano che i piccoli sono protagonisti e coinvolti in un rapporto speciale e privilegiato con il regno dei cieli e con la rivelazione di Dio, perché così " è piaciuto"
al Padre.
Ma chi sono i piccoli? Chi è il bambino ? Come vive il suo rapporto con Dio ?
Chi si pone queste domande, perché le sente importanti e centrali per la propria vita cristiana , è già entrato nell'orizzonte della Catechesi del Buon Pastore,un' esperienza di
catechesi con l'infanzia ( e non catechesi per l'infanzia, né all'infanzia ), intimamente animata dalla domanda e dalla ricerca su chi sia il bambino.
"La Catechesi del Buon Pastore ha aiutato noi catechiste, come madri a riconoscere la persona che è il bambino e il mistero in lui racchiuso." ( gruppo catechiste casentinesi )
Allo stesso modo può offrire importanti sollecitazioni educative ai genitori, alla comunità parrocchiale e alla Chiesa tutta, ma la sua prima istanza è di porsi al servizio dei bambini
a partire dai 3 anni(!!), creando un tempo e un luogo opportuno in cui valorizzare l'atteggiamento contemplativo che è il tesoro e il segreto dell'infanzia.
La catechesi del Buon Pastore è nata nel 1954 e offre i frutti di una esperienza meditata, attenta, continuamente soggetta a revisioni, adattamenti e miglioramenti, perché guidata dall'osservazione del bambino, i suoi bisogni, i suoi interessi, risorse e potenzialità nella vita spirituale e religiosa.
Si tratta quindi di un metodo sperimentale, che si ispira alla pedagogia scientifica e all'esperienza educativa di Maria Montessori.
Questa catechesi rivoluzionaria è nata a Roma per l'appassionata dedizione di una biblista
e studiosa di Ebraismo, Sofia Cavalletti, in collaborazione e sinergia con alcune insegnanti
montessoriane, Gianna Gobbi e Adele Costa Gnocchi.
In cinquant'anni si è diffusa poco in Italia, ma più in Europa e in tutti i continenti, (ATTUALMENTE LA DIFFUSIONE HA RAGGIUNTO BEN 38 PAESI!!! )
suscitando consensi in numerose comunità ecclesiali.
Propone tre percorsi di catechesi con :
Fa propria la finalità espressa nel Catechismo della Chiesa cattolica, 426:"lo scopo della catechesi è mettere in comunione con Gesù Cristo: egli solo può condurre all'amore del Padre nello Spirito e può farci partecipare alla vita della SS. Trinità".
Questa finalità viene coltivata a partire dall'età di tre anni, perché si è osservato e scoperto che è proprio l'età d'oro della vita interiore del bambino, in cui è più aperto ad una esperienza goditiva dell'amore di Dio, ad un incontro gioioso con l'amore di Gesù, e più capace di una risposta e corrispondenza d'amore totale e globale.
Se essa fosse il risultato di un progetto razionale, fatto a tavolino, ne potremmo indicare chiaramente l’inizio, gli strumenti usati, e le varie tappe della sua realizzazione.
Non è così con la nostra catechesi.
Come tutto quello che è puro dono gratuito – e dono così grande che ci supera - essa mostra tutta la sua ricchezza come a tappe, come se di volta in volta si illuminasse, improvvisamente, di luce nuova quello che già stava nelle nostre mani, con cui avevamo lavorato forse anche a lungo con bambini ed adulti, ma senza arrivare in fondo, anzi lasciandoci nell’attesa di spazi sempre ancora più ampi.
E’ come se una tale luce ci mostrasse, in modo inequivocabile, che quello che ci si viene aprendo davanti ci è dato da una invisibile "mano", che ci ha guidato lentamente, manifestando come a tappe tutte le sue potenzialità. Il dono di quella "mano" invisibile è arrivato attraverso la mediazione di tante piccole "mani" di bambini e anche di tanti adulti, ma tenendo in serbo altre ricchezze, che non avevamo ancora colto.
A ogni tappa di questa manifestazione progressiva, "scoppia"- si potrebbe dire - la gioia della festa per accogliere il dono, che diventa sempre più grande e profondo; "scoppia" la gratitudine.
E’ così, come ho tentato di dire che, dopo tanti anni, ho scoperto che nella nostra catechesi abbiamo applicato la regola della "gerarchia delle verità", di cui avevo una cognizione assai vaga e superficiale e non certo proponendomela come meta.
La "gerarchia" delle verità è una delle conquiste del Concilio Vaticano II, che ne parla del decreto sull’ecumenismo: Unitatis redintegratio II, 11, in cui si dice:
"Nel dialogo ecumenico i teologi cattolici, restando fedeli alla dottrina della Chiesa… si ricordino che esiste un ordine o ‘gerarchia’ delle verità della dottrina cattolica, essendo diverso il loro nesso con il fondamento della fede cristiana".
Noi avevamo tentato di esprimere, più o meno balbettando, la stessa cosa quando dicevamo che la nostra catechesi è come l’A B C del messaggio cristiano, secondo l’espressione di un parroco tedesco; dando come regola "il dare le cose più grandi ai più piccoli"; affermando che si andava alla ricerca dell’essenziale, che bisognava eliminare gli elementi secondari.
Ma finalmente siamo arrivate a capire che quello a cui eravamo state guidate nella scelta dei temi da proporre nella nostra catechesi e che man mano affioravano (eliminandone parecchi), era la ricerca del "nesso" che essi presentavano non con elementi secondari del messaggio cristiano o con interessi o devozioni personali, ma con il "fondamento della nostra fede".
Ed è da tale "nesso" – se posso adoperare il termine del documento conciliare – che essi traggono il loro valore.
Solamente quello che rispondeva a tale esigenza poteva essere accolto con un’unanimità così completa non solo da tanti bambini di tanti Paesi e culture diversi, ed anche da tanti adulti di varie confessioni cristiane.
E’stato per me un bellissimo regalo di Natale, che condivido con voi nella gioia, inviandovi ancora il mio più affettuoso augurio natalizio.
Sofia
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L’importanza di un’azione educativa sui bambini ed i ragazzi è, inoltre, sempre più sottolineata dalle nuove ricerche scientifiche. È un dato ormai acquisito che lo sviluppo della sua persona, nelle sue diverse dimensioni conoscitive, affettive, morali, ecc., è in gran parte determinato dalle esperienze più precoci. A questo di deve aggiungere che la pedagogia e la psicologia moderne hanno riscoperto come ogni essere umano, anche se piccolo di età, abbia una dimensione trascendente che chiede di essere coltivata, ben al di là degli effettivi influssi diretti dell’ambiente circostante.
Afferma, ad esempio, Sofia Cavalletti, catecheta e pedagogista : «Tante volte ho avuto l’impressione, entrando nella stanza dove i bambini lavorano, di “pesci nell’acqua”, come di chi ha trovato l’ambiente vitale che lo può appagare, nell’intimo più profondo. [...] A me pare che fare dell’amore dei genitori o comunque di chi è più vicino al bambino il canale necessario dell’amore di Dio è estremamente limitante; si limita l’amore di Dio alla dimensione umana, lo si considera secondario rispetto alle condizioni in cui il bambino vive. Ma a me sembra – parlando sempre in base a quello che ho potuto osservare – che l’amore di Dio sia primario nell’esperienza umana del bambino piccolo. Certo è bello poter dire ad un bambino: “Papà e mamma ti vogliono bene”; però si tratta sempre di un amore umano e quindi limitato. E quando questo non succede? Un bambino rifiutato dai genitori è forse una creatura perduta per Dio? No, Dio prende le sue creature anche al di fuori dell’amore umano: l’ho visto in tanti bambini non accettati in famiglia che invece all’annuncio del Pastore che “li chiama per nome” si aprivano ad un immenso godimento. Dunque bisogna distinguere fra esperienza ed esigenza».
Per tutti questi motivi, l’iniziazione cristiana non può limitarsi ad essere una catechesi familiare, ma deve essere propriamente iniziazione cristiana della singola persona che chiede di essere accompagnata nella fede.
Una data importante
Prego chiunque sia interessata alla storia della nostra catechesi di segnare con particolari caratteri la data del:
8-20 gennaio 2007
E’ la data del primo corso dato a Panama su richiesta delle suore di Madre Teresa (Missionarie della Carità) dell’America Centrale. La richiesta è stata ripetuta con ammirevole costanza per tre anni, finché Alessandra Bonetti e le catechiste di Panama non hanno più potuto rifiutarsi.
Le suore sono venute da 14 località, in cui gli atri sono già aperti nella gioia incontenibile delle suore.
A Panama nel centro delle Missionarie della Carità, vicino al Centro di Spiritualità Montessori, aperto da Alessandra dieci anni fa, l’atrio è già in funzione con 263 bambini di una tribù indigena dai 3 ai 13 anni. Nell’atrio ci sono già 3o bambini di 3 anni. Le catechiste del primo gruppo di Panama aiutano con molta generosità.
A Colon, a 60 km da Panama, c’è il progetto di iniziare la catechesi per la strada, vicina al mercato rionale.
Perché chiedo di scrivere questa data in caratteri particolari? Perchè le Missionarie della Carità lavorano con i più piccoli tra i più piccoli ( in senso evangelico ) e la loro collaborazione apre alla nostra catechesi le porte del terreno più fertile per la Parola del Vangelo.
CONSIGLIO VIVAMENTE A TUTTI I CATECHISTI DI FREQUENTARE IL SITO
DI SERGIO E IMMA :http://www.catechistaduepuntozero.it/ MOLTO RICCO DI MATERIALE E SUGGERIMENTI