Una catechesi magica

Don Domenico Cravero, psicologo e psico terapeuta molto valido

ha detto che la Catechesi deve essere magica

e basarsi sul bisogno di amore di ogni essere umano...

Io voglio parlarvi di una catechesi che ho scoperto  magica veramente, poiché ho visto con i miei  occhii bambini comportarsi in modo strano e restii ad allontanarsi  oltre che desiderosi di tornare .Si tratta della catechesi del Buon Pastore.Non è solo un metodo: è un mondo particolare fatto di scoperte, di meraviglia, di stupore, ma anche di meditazione di  lode , di ringraziamento…Il principio fondamentale è che il bambino già dalla tenera età è dotato di un potenziale religioso: ha capacità a relazionarsi col Signore : il b. si muove a suo agio nel mondo del trascendente e gode pago e sereno nel contatto conDio. Questa capacità gli è connaturale e si sviluppa solo se adeguatamente alimentata.Sofia Cavalletti e Gianna Gobbi,  una biblista e una maestra Montessoriana  sono le iniziatrici di questa esperienza coi bambini a cominciare dai 3 anni.Esse hanno sperimentato sul campo, durante più di cinquant’anni, ed hanno continuamente affinato e messo a puntoogni particolare di ogni incontro, e questo modo di fare continua tuttora che le fondatrici sono decedute, ma la catechesi si è diffusa in tutti i continenti e in ben 38 Paesi ( in Italia solo in poche città ).

Secondo  la pedagogia scientifica della Montessori le nostre hanno sperimentato come sono insiti nella natura del bambino dei bisogni spirituali, che, come le sensazioni di sete e fame, come il bisogno di amare ed essere amato, hanno la necessità di essere soddisfatti. Il bisogno di amore nel b. è fondamentale e l'amore è per lui più necessario del cibo…lo sappiamo!Il b. ha bisogno di un amore globale, infinito indefettibile, tale che nessun essere umano è in grado di dargli.Nel contatto con Dio egli trova il nutrimento che il suo essere richiede.La relazione diretta e personale col Signore è  fondante per il suo strutturarsi come persona, consentendogli una formazione fiduciosa. (ricordate cosa ci ha detto D. Cravero?  “io sono in quanto mi si vuole bene”Queste affermazioni sono confermati da delle esperienze di scienziati come, oltre alla Montessori, Ghidionescu, Julien Green , J.M.Arago-Mitians che hanno notato la particolare gioia dimostrata dal bambino nel pregare .  Nel libro “Il potenziale religioso del bambino “ di S. Cavalletti sono descritte molte di queste esperienze al capitolo“Dio e il bambino”

Anzitutto bisogna chiarire che non si tratta di lezioni scolastiche dove si cerca di inculcare concetti astratti, usando ogni tipo di strumenti didattici moderni e tradizionali (giochetti, audiovisivi, lavoretti, racconti ,collage).La catechesi del Buon Pastore invece inserisce il bambino in una comunità composta di adulti(catechisti) e bambini che cerca di vivere una relazione col Signore."Adulti e bambini sono uniti nell’atteggiamento di chi si apre con gioia, stupore e gratitudine, di fronte a un dono che si rivela sempre più grande.Per l’adulto può essere estremamente stimolante mettersi in ascolto insieme alla comunità dei bambini, perché facilmente lo coinvolgeranno in quella stupita ammirazione, che è caratteristica dei piccoli, e lo aiuteranno a recuperare certi aspetti del messaggio e a tenere deste in se stesso certe molle vitali.La parola risuona nei piccoli in maniera diversa che nell’adulto, e quindi attraverso loro è un altro tono di essa che ci raggiunge.Grazie ai bambini, resterà particolarmente vivo nell’adulto il senso che il rapporto con Dio è innanzitutto gioia!…"( Sofia Cavalletti, Il potenziale religioso del bambino. Pag.44 )Del resto è dai bambini che l'adulto deve imparare il suo atteggiamento verso il regno dei cieli

"Scopo della catechesi è quello di aiutare il bambino a riconoscersi come un essere chiamato a vivere in relazione con Dio, un essere creato e formato per essere partner di questa relazione così speciale quale è l’alleanza con Dio,aiutare il bambino a scoprire chi egli è: la pecorella del Buon Pastore. E’ chiamato per nome a vivere in relazione con il Buon Pastore, una relazione che sappiamo bene come il bambino la scopre, come la gode, come la vive… Il bambino scopre il suo essere pecorella. E si stupisce." (intervento di Francesca Cocchini al Convegno nazionale del Messico, marzo 2011CCC:"lo scopo della catechesi è mettere in comunione con Gesù Cristo: egli solo può condurre all'amore del Padre nello Spirito e può farci partecipare alla vita della SS. Trinità".Questa finalità viene coltivata a partire dall'età di tre anni, perché si è osservato e scoperto che è proprio l'età d'oro della vita interiore del bambino, in cui è più aperto ad una esperienza goditiva dell'amore di Dio, ad un incontro gioioso con l'amore di Gesù, e più capace di una risposta e corrispondenza d'amore totale e globale.I bambini  che partecipano a questa catechesi  vedono rispettate e soddisfatte le loro esigenze vitali, che corrispondono alle fasi di sviluppo che stanno attraversando e che si manifestano con una grande sensibilità a certi elementi che sono loro necessari per la crescita e che assorbono sorprendentemente.


L’Atrio è il luogo dove si svolgono tutti gli incontri : è un luogo preparato apposta per far conoscere e gustare al bambino le grandi realtà della vita religiosa.E’ un luogo di lavoro, di scoperta di Gesù Buon Pastore , di meditazione, di lode e ringraziamento, è il luogo della comunità dei bambini e dei loro catechisti in ascolto della parola di Dio.I catechisti non sono maestri, ma si pongono come "servi inutili" cercando di fare incontrare i bambini col Buon Pastore e con la Sua Parola.Una volta proclamata la Parola i bambini hanno a loro disposizione il materiale creato appositamente per favorire l’assorbimento del tema presentato e la loro meditazione : è costituito da segni concreti ed essenziali di una realtà trascendente:  dopo la presentazione del tema da parte  del catechista, i bambini  possono lavorare da soli, per riflettere sul tema presentato, in modo indipendente dall'adulto.E' il tempo prezioso in cui si stabilisce un'intima conversazione con l'unico Maestro, che parla nell'intimo alla sua creatura.( E nell’atrio si cura e si favorisce l’indipendenza e l’autonomia del bambino )I temi presentati nell'atrio sono quelli a cui i bambini hanno risposto con profondità e gioia. Questi temi sono tratti dalla Bibbia (parabole, racconti della natività, racconti del triduo pasquale…)e dalla Liturgia (Santa Messa e sacramenti) come le fonti fondamentali per creare e sostenere la vita cristiana in tutte le fasi di sviluppo e, in particolare, per illuminare e nutrire il bambino nel suo bisogno religioso più vitale. L'atrio  ha quasi un carattere sacro. È «uno spazio curato, bello, dove si parla sotto voce ed è gradito il silenzio quando ognuno lavora con il materiale», è un ambiente «che permette ai bambini un lavoro del tutto indipendente dagli adulti e che favorisce in loro la libertà interiore e di espressione nella comunicazione» (p. 31).Inoltre di tanto in tanto è proposto anche un momento di preghiera liturgica specifica, nella quale i fanciulli possano intervenire e compiere gesti personali. 


La parabola del Buon Pastore è quella che riscuote la massima rispondenza nei bambini: molti disegni e molti discorsi colti sulle labbra dei bambini, dimostrano come essi penetrino nell’essenza del messaggio di questa parabola e in che modo essa risuoni dentro di loro; l’effetto più evidente che ne ricavano è quello di una pace serena, per cui esclamano che con il buon Pastore si sta bene, la parabola dà loro il senso di sentirsi sicuri e protetti."Adesso non ho più paura di niente, vado al buio nella mia stanza. Non ho paura perché c’è sempre il Buon Pastore vicino a me"


Scrive mons. Lonardo uff. catech. di RomaLa pedagogia e la psicologia moderne hanno riscoperto come ogni essere umano, anche se piccolo di età, abbia una dimensione trascendente che chiede di essere coltivata, ben al di là degli effettivi influssi diretti dell’ambiente circostante. Afferma, ad esempio, Sofia Cavalletti, catecheta e pedagogista : «Tante volte ho avuto l’impressione, entrando nella stanza dove i bambini lavorano, di “pesci nell’acqua”, come di chi ha trovato l’ambiente vitale che lo può appagare, nell’intimo più profondo. [...] A me pare che fare dell’amore dei genitori o comunque di chi è più vicino al bambino il canale necessario dell’amore di Dio è estremamente limitante; si limita l’amore di Dio alla dimensione umana, lo si considera secondario rispetto alle condizioni in cui il bambino vive. Ma a me sembra – parlando sempre in base a quello che ho potuto osservare – che l’amore di Dio sia primario nell’esperienza umana del bambino piccolo. Certo è bello poter dire ad un bambino: “Papà e mamma ti vogliono bene”; però si tratta sempre di un amore umano e quindi limitato. E quando questo non succede? Un bambino rifiutato dai genitori è forse una creatura perduta per Dio? No, Dio prende le sue creature anche al di fuori dell’amore umano: l’ho visto in tanti bambini non accettati in famiglia che invece all’annuncio del Pastore che “li chiama per nome” si aprivano ad un immenso godimento. Dunque bisogna distinguere fra esperienza ed esigenza».


Bellezza di questa esperienzaQuesta esperienza che i catechisti possono vivere con i bambini ha una bellezza unica,dà un respiro e un clima nuovo alla catechesi:non ha lo stile della scuola, non ha nulla di scolastico, né  d' astratto,  non è trasmissione di conoscenze e concetti  a livello intellettuale, ma cerca di essere un aiuto per i bambini a penetrare nel mistero, avviarli a vivere la loro vita in unione con Dio.  E'  esperienza di vita spirituale comunitaria e personale , secondo i tempi e i modi delle diverse fasce  di età, con attenzione e rispetto delle caratteristiche psicologiche, cognitive, affettive e relazionali dell'infanzia e dell'età evolutiva.L’innamoramento è il livello più profondo di una relazione. E la relazione, come sappiamo, nel linguaggio biblico è l’alleanza. Vivere in alleanza non è altro che vivere in una relazione di amore. Tutta la sacra Scrittura è attraversata dal linguaggio dell’amore e dell’amore sponsale, fino alla sua ultima pagina: "Lo Spirito e la sposa dicono: Vieni"! (Ap 22,17).Il bambino scopre il suo essere pecorella. E si stupisce.Anche queste dimensioni: scoprire e stupirsi, sono specifiche di una condizione di innamoramento.Si scopre qualcosa che si è cominciato a vivere. Accade sempre così nelle esperienze più profonde e vitali. Prima si vive e poi si comprende. Anche nell’amore si verifica questo. Non si pianifica, non si costruisce: la persona si sorprende innamorata.Nel contatto con Dio il bambino sperimenta , abbiamo detto,  un indefettibile amore. E nel contatto con Dio egli trova il nutrimento che il suo essere richiede e di cui ha bisogno, per svilupparsi nell’armonia. Dio – che è amore – il bimbo, che chiede l’amore più del latte materno, s’incontrano quindi in una particolare corrispondenza di natura; e il bimbo, nell’incontro con Dio, gode per la soddisfazione di un’esigenza profonda della sua persona, di una autentica esigenza di vita. Nell’aiutare la vita religiosa del bambino, lungi dall’imporgli qualcosa che gli è estraneo, rispondiamo a una sua silenziosa richiesta: “Aiutami ad avvicinarmi a Dio da me”.

CRISTIADA (2012) *** I CRISTEROS HANNO TESTIMONIATO NEL MARTIRIO LA LORO FEDE GRIDANDO ''VIVA CRISTO RE!'' Il film ''Cristiada'', con un cast eccezionale, ricorda la persecuzione dei cattolici messica

Il titolo della pellicola, che riprende il nome con cui quegli eventi sono passati alla storia, indica proprio il senso di una nuova "Cruzada" per Cristo, combattuta fino all'effusione del sangue dalla maggior parte della popolazione cattolica messicana negli anni '20, contro il governo massonico e anticlericale di Plutarco Elías Calles (1877-1945).
Egli mirava ad un totale sradicamento della fede del popolo messicano, attuabile soltanto a prezzo del sangue di molti martiri innocenti: per raggiungere lo scopo e avere il necessario sostegno, accettò perfino una distensione dei rapporti, precedentemente conflittuali, con gli Stati Uniti, interessati alle risorse petrolifere del paese. 

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IMPICCANO UNA MADRE DI CINQUE FIGLI PERCHE’ CRISTIANA

Asia Bibi, una madre di cinque figli. Dal giugno 2009 è rinchiusa in una cella senza finestre nel carcere di Sheikhupura in Pakistan. Ha subito atrocità e umiliazioni ed è stata condannata a morte per la sola “colpa” di essere cristiana.

In questo paese a stragrande maggioranza musulmana infatti il regime fondamentalista da anni ha varato la terrificante “legge sulla blasfemia” che è come un spada di Damocle sui cristiani, la cui vita, i cui figli, i cui beni sono così alla mercé di chiunque li denunci di aver offeso Maometto.

Ieri “Avvenire” ha pubblicato una lettera di Asia Bibi dove fra l’altro si legge: “Un giudice, l’onorevole Naveed Iqbal, un giorno è entrato nella mia cella e, dopo avermi condannata a un morte orribile, mi ha offerto la revoca della sentenza se mi fossi convertita all’islam”.

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DEDICATO ALLE/ AI  CATECHISTI DEL BUON PASTORE

 

MI PIACEREBBE FARE UNA PAGINA DI ESPERIENZE DAL VIVO

 

DI UN  INCONTRO DI CATECHESI:  POTRESTI PER FAVORE 

 

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DEI BAMBINI O DELLA LORO RISPONDENZA 

 

A QUALCHE  ARGOMENTO SPECIFICO ?

 

SE NON TI SPIACE  AGGIUNGI  LA TUA CITTA'

 

GRAZIE INFINITE (VISTO CHE FINORA NESSUNO HA AVUTO IL CORAGGIO DI MANDARMI UNA RIGA)


 

BENEDETTO

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