Il bambino e le preghiere eucaristiche (da p. 112)
Che i bambini amino il lavoro di copiatura sarà per alcuni una sorpresa, come lo è stato per noi. Ci siamo convinti della sua importanza quando abbiamo visto i bambini di 8/9 anni copiare – con grande entusiasmo e del tutto spontaneamente – tutto l’ordinario della Messa in forma completa. Abbiamo visto bambini ricopiarlo fino a tre volte, senza dare nessun segno di stanchezza. 
Questo lavoro ha uno sviluppo particolare. Si comincia con la Preghiera Eucaristica, si prosegue con i riti di Comunione, poi si risale alla preparazione dei doni per terminare con la Liturgia della Parola. Perché questo cammino tortuoso? Perché il fenomeno della perfino triplice copiatura si è verificato da quando i bambini cominciano il lavoro partendo dalla Preghiera Eucaristica; quando si iniziava dalla Liturgia della Parola quasi nessuno è arrivato in fondo. Credemmo allora di proporre la copiatura della sola Preghiera Eucaristica e dei riti di Comunione; allora, e del tutto spontaneamente, nacque l’entusiasmo per copiare l’intero rituale. Evidentemente partendo dal nucleo vitale della celebrazione l’interesse è più forte ed è tale da sostenere tutto il lavoro

L’immaginazione e lo stupore nella catechesi (da p. 113)
Il pensiero riflesso è essenzialmente un pensiero che scinde e divide. «Ogni progresso verso la riflessione – dice Ricoeur (P. Ricoeur, Finitude et culpabilité, I, Paris, 1960, p. 37) – è un progresso verso la scissione». Da qui la necessità di non dimenticare di nutrire l’altro approccio alla realtà, la conoscenza di carattere globale, che si indirizza verso l’immaginazione e la infiamma, che suscita lo stupore di fronte a una realtà di cui non riusciamo a vedere i confini

Le specie eucaristiche (da p.116)
Le specie eucaristiche sono di una semplicità disarmante; che cosa è più semplice di un pezzo di pane? Eppure tutto l’universo vi è concentrato. Fra gli infiniti elementi con cui il Creatore ha imbandito la mensa del mondo per le sue creature, ha scelto un piccolo pezzo di pane per concentrarvi il suo amore e farne lo strumento unico della presenza divina. 
Prima di essere pane, esso era un seme, arido e secco, che un giorno è stato messo in terra e la terra era brulla e nuda. Ma i succhi della terra hanno cominciato ad affluire dal profondo verso il seme, mentre il sole e la pioggia dall’alto lo vivificavano con altri succhi e con il calore. Attraverso un lavorio lungo e nascosto, il seme è diventato filo d’erba e poi, quando il sole era ormai caldo, spiga matura. Uomini e donne sono tornati sul campo con grandi macchine, hanno fatto il raccolto, lo hanno lavorato; quello che era stato il seme è passato attraverso tante mani, è diventato farina e infine pane, pronto ad essere portato sulle nostre tavole. Radunati intorno alla mensa uomini, donne e bambini lo spezzano, lo mangiano, se ne saziano; ne godono il sapore e la fragranza. La ricchezza degli elementi della natura che hanno contribuito a trasformare il seme e il lavoro di tante mani, che sono venute preparandolo, confluiscono nelle case degli uomini. 
A questo punto le mani dell’uomo non possono fare altro che trasformare il pane; il loro lavoro è arrivato al termine. Eppure il pane è ancora in attesa. Attende una trasformazione che non può più venire dall’uomo, ma solo da Dio e che non può essere altro che invocata nella preghiera: «Manda il tuo Spirito a santificare il pane e il vino, perché diventino il corpo e il Sangue di Gesù Cristo nostro Signore». 
In quel pane ritroviamo tutti i livelli della realtà: da quelli nascosti nel profondo della terra all’amore eterno con cui Dio ci ama (cf. Ger 31,3). Man mano che il seme si sviluppa e perviene a livelli sempre più alti non elimina i precedenti, essi si vengono permeando di una vitalità sempre più ricca, fino a raggiungere, nell’Eucarestia, il culmine. In quel Pane, che viene posto nella mia mano, in quel Pane di cui Gesù dice: «Questo è il mio corpo», l’universo è come condensato nella sua totalità. 
L’universo e un pezzo di Pane. L’immenso e il piccolo; l’immenso contenuto nel piccolo. Già questo è una meraviglia difficile da afferrare; ma quel Pane va oltre i confini dell’universo, perché «serve di sostrato, e come di arcano e trasparente veicolo, alla presenza reale e sacrificale di Cristo, e così, a suo modo, è profondamente associato a tutto quel flusso di vita divina che il sacrificio eucaristico porta agli uomini, vivi e defunti, di gioia agli angeli e ai santi in cielo e di gloria a Dio» (C. Vagaggini, Il senso teologico della liturgia, Brescia, 1957, p. 255). 

CRISTIADA (2012) *** I CRISTEROS HANNO TESTIMONIATO NEL MARTIRIO LA LORO FEDE GRIDANDO ''VIVA CRISTO RE!'' Il film ''Cristiada'', con un cast eccezionale, ricorda la persecuzione dei cattolici messica

Il titolo della pellicola, che riprende il nome con cui quegli eventi sono passati alla storia, indica proprio il senso di una nuova "Cruzada" per Cristo, combattuta fino all'effusione del sangue dalla maggior parte della popolazione cattolica messicana negli anni '20, contro il governo massonico e anticlericale di Plutarco Elías Calles (1877-1945).
Egli mirava ad un totale sradicamento della fede del popolo messicano, attuabile soltanto a prezzo del sangue di molti martiri innocenti: per raggiungere lo scopo e avere il necessario sostegno, accettò perfino una distensione dei rapporti, precedentemente conflittuali, con gli Stati Uniti, interessati alle risorse petrolifere del paese. 

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IMPICCANO UNA MADRE DI CINQUE FIGLI PERCHE’ CRISTIANA

Asia Bibi, una madre di cinque figli. Dal giugno 2009 è rinchiusa in una cella senza finestre nel carcere di Sheikhupura in Pakistan. Ha subito atrocità e umiliazioni ed è stata condannata a morte per la sola “colpa” di essere cristiana.

In questo paese a stragrande maggioranza musulmana infatti il regime fondamentalista da anni ha varato la terrificante “legge sulla blasfemia” che è come un spada di Damocle sui cristiani, la cui vita, i cui figli, i cui beni sono così alla mercé di chiunque li denunci di aver offeso Maometto.

Ieri “Avvenire” ha pubblicato una lettera di Asia Bibi dove fra l’altro si legge: “Un giudice, l’onorevole Naveed Iqbal, un giorno è entrato nella mia cella e, dopo avermi condannata a un morte orribile, mi ha offerto la revoca della sentenza se mi fossi convertita all’islam”.

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GRAZIE INFINITE (VISTO CHE FINORA NESSUNO HA AVUTO IL CORAGGIO DI MANDARMI UNA RIGA)


 

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