I BAMBINI E LA FEDE
Le chiese cristiane da tempo si stanno interrogando sulla nuova evangelizzazione. È un tema
urgente perché lo scollamento tra le strutture ecclesiali e le generazioni più giovani si fa sempre piùprofondo. L'educazione alla fede dei fanciulli resta uno dei compiti fondamentali delle
famiglie edelle comunità ecclesiali. La disponibilità dei piccoli alla fede è istintiva e immmediata, aperta altrascendente anche se ancora limitata negli orizzonti. I primi giorrni di febbraio,
in vista delConvegno della Cei nell'aprile prossimo sui testimoni digitali, Don Salvatore Di Noto ha scritto unalettera ai «bambini digitali», convinto che essi potranno attuare «la vera
comunicazione del Vangelonell' era digitale» (Zenit, 7 febbraio). Iniziative opportune, anzi neecessarie. Ma sarebbe deleteriotrascurare per questo le forme positive di catechesi dei fanciulli
che nel frattempo fioriscono. Unarecente pubblicazione apparsa in America latina e in Italia riguarda la Catechesi del Buon Pastore. Èla riproduzione e l'interpretazione religiosa e psicologica
di 34 disegni (nell'edizione italianadistribuiti in 48 nitide tavole a colori) composti da fanciulli dai cinque agli undici anni di diversicontinenti. I disegni rappresentaano la reazione
spontanea dei fanciulli all'annuncio del messaggiocristiano, secondo un metodo messo a punto in 50 anni di esperienza. Già il titolo ne evidenzia icontenuti essenziali: Camminare nella storia
alla luce della speranza. Esperienza di catechesi da 5a 11 anni (Nerbini, Firenze 2009). Le autrici sono la Prof. Herminia Wasserzug, argentina diBuenos Aires, che illustra i disegni in
prospettiva biblica e catechistica, e la psicoanalista junghianaDina Dieci di Parma, che commenta i disegni in prospettiva psicologica.L'interesse del libro risiede nelle indicaziooni che
emergono sulla ricchezza delle dinamichedi fede che i fanciulli possono vivere fin dalla più tenera età, se opportunamente guidati.Il metodo e il contenutoLa catechesi del Buon Pastore èiniziata
nel 1954 per opera della biblista Sofia Cavalletti(che ha scritto una puntuale prefazioone al libro) e della Prof. Gianna Gobbi, ora defunta,specializzata in pedagogia montessoriana. Attualmente
essa è diffusa in molti paesi di Europa(Italia, Germania, Austria, Croazia, Polonia), delle Americhe (Panama, Brasile, Cile, Canada, Usa,Messico, Colombia, Paraguay, Uruguay, Argentina),
delll'Africa (Tanzania, Uganda e Ciad) edell'Oceania (Australia, Timor Est). Attraverso la sperimentazione, l'apporto dei genitori e deglistessi fanciulli, il metodo ha raggiunto la sua forma
definitiva nel 2004. Della tradizionemontessoriana assume alcuni elementi teorici e di metodo: la «concezione del bambino, il ruolodelll'adulto, l'ambiente preparato, un materiaale speciale che
permetta al bambino di continuare arestare nel suo lavoro senza l'aiuto dell'adulto rispetto a quando gli è stato presentato» (p. 29). Dàimportanza quindi alla sperimentazione, per cui il
fanciullo è soggetto a una continua verifica e a ungraduale affinamento interiore. Particolare cura viene data all'ambiente in cui si svolge la catechesie i fanciulli si raccolgono per il loro
lavoro. Come la «Casa dei Bammbini» delle scuolemontessoriane, il luogo delle catechesi è molto curato. Si chiama «atrio» ed ha quasi un caratteresacro. È «uno spazio curato, bello, dove si parla
sotto voce ed è gradito il silenzio quando ognunolavora con il materiale», è un ambiente «che permette ai bambini un lavoro del tutto indipendentedagli adulti e che favorisce in loro la libertà
interiore e di espressione nella comunicazione» (p. 31).Inoltre di tanto in tanto è proposto anche un momento di preghiera liturgica specifica, nella quale ifanciulli possano intervenire e
compiere gesti personali.La presentazione del messaggio cristiano avviene attraverso il racconto della storia salvificadalla creazione alla parusia, raccconto centrato sull'avventura di Gesù e
sul cammino della Chiesa.«La storia del regno di Dio si sviluppa in tre presentazioni, ciascuna di esse illustrata per mezzo diuna striscia: a) l'unità della storia del regno di Dio dalla
creazione alla Parusia; b) la storia comestoria dei doni di Dio ... c) Il progetto di Dio nella storia, un progetto di comunione» ... «A partiredalla redenzione fino alla Parusia è il tempo della
pagina bianca su cui scrivono uniti, Dio e l'uomo,tempo della Chiesa, nella quale si va coostruendo il Regno ... Si evidenziano i due protagonisti dellastoria: Dio che attua donando e l'uomo,
co-protagonista, spettatore meravigliato» (p. 26).Il centro del messaggio biblico è il capitolo 10 del Vangelo di Giovanni, che presenta laparabola del Buon Pastore e induce a vivere un rapporto
personale con Gesù: «Il buon pastorechiama per nome... le pecoore lo seguono perché conoscono la sua voce» (Gv 10, 3-4). La Bibbiaviene proposta come narrazione della storia salvifica e la
liturgia come attualizzazione delle veritàscoperte, in modo che catechesi e liturgia contribuiscono ad illuminare lo stesso mistero di Cristo.Il cammino è strutturato in tre livelli: dai tre ai 6
anni, quando inizia la scoperta del mondo ela gioia del nuovo, dai 6 ai 9 anni, quando si sviluppa la percezione del bene e del male, e dai 9 anniai 12 anni, quando matura il senso della
responsabilità e si entra nel mondo dell'astrazione.La fede nella prima fase della vita«I bambini si esprimono con riflessioni personali soprattutto nel momento della preghieracomunitaria e con
disegni liberi» (p. 11). Nel libro non sono trascritte preeghiere ma sono esaminatisolo i disegni. Sono stati scelti fanciulli di cultura, nazioni e sessi diversi. Da parte delle due analiste«si
doveva constatare qual era l'idea che il bambino ha cercato di plasmare e quale era lo stile dilavoro... All'inizio l'obiettivo dell'osservazione era molto generico: l'intuizione della storia,
deltempo e del divino» (p. 31). Il presupposto chiarito dalla psicoanalista è che «attraverso il disegnocreativo... il bambino si accosta al proprio centro risanatore, là dove il cuore ritrova il
suo ordine edove si apre alla visione nuova della vita e della storia. I grandi sogni, per il fatto stesso chevengono rappresentati, hanno in sé una forza trasformativa e una loro efficacia... Il
disegno cosìconcepito non ha solo una funzione didattica, ma 'opera' interiormente, a livello inconscio, in modoabbastanza profondo.Esprime e opera. In questo contesto posssiamo considerare i
disegni 'immagini di redenzioneinteriore'» (p. 35). Si potrebbe dire che il fanciullo vi appare come «un cuore che ascolta» (l Re3,9), per la Bibbia l'organo centrale della persona che si
sviluppa nei rapporti.Per capire l'importanza delle esperienze infantili, occorre ricordare che la fede, nel suosignificato più ampio, è un atteggiamento essenziale per lo sviluppo della persona.
Quando vienemeno diventa difficile vivere e, alla lunga, può diventare decisamente impossibile. Una doseminima di fiducia, almeno nella forma della speranza, è necessaria. Altrimenti si scoppia.
All'iniziola fede consiste nella fiducia indottta nel piccolo da coloro che amando offrono vita e lo fannocrescere. Basta poco amore per suscitarla. Man mano però che la storia si dipana l'amore
necessarioper suscitarla e alimentarla cresce sempre di più. Anche la fiducia, infatti, deve dilatarsi eapprofondirsi, mentre progredendo nel cammino, il ragazzo incontra resistenze e intoppi. In
certosenso la prima fase delll'esistenza è quella più omogenea, immediata e aperta. Ai più piccoli sonogià affidate le cose più grandi della vita in modo ancora provvisorio e precario. Per questo
il gestodell'offerta richiede delicatezza e molta attenzione. Deve essere un'offerta senza pretese, gratuita edisinteressata. Richiede una vicinanza che induce vita e sostiene il cammino. In
questo orizzontel'annuncio dell'amore di Dio, della sua rivelazione nella fedeltà di Gesù, viene subiito percepito ericambiato. È un fiore ancora molto fragile e delicato: un gesto che rinnova
ogni giorno il miracolodella nascita. Si fissa così una trama di messaggi vitali che resteranno per sempre.Credo sia questa la ragione per cui le condizioni fondamentali del metodo della
catechesi delBuon Pastore sono due: il clima di amore accogliente e l'esercizio della fiducia in Gesù e nel Dioche egli ha rivelaato. In questo clima matura l'interpretazione della propria
condizione nella storiadel mondo: l'inizio nella debolezza e un traaguardo luminoso da raggiungere. Non è la recita diformule né l'apprendimento di dottrine il dato essenziale, bensì la scoperta
della propria posizionenel mondo e nella storia, l'esperienza concreta della forza arcana che rende possibile il cammino. Imessaggi interiorizzati non saranno sufficienti a portare tutte le
sventure dell'esistennza e i pesidella violenza da cui tutta la storia è attraversata, ma servono a iniziare gioiosamente il cammino.Al piccolo non è chieesto di portare pesi più grandi. Basta
quella debole traccia per ricordare che unamore potente chiama alla vita e che, rispondendo, sarà possibile diventare figli di Dio.Carlo Molari, Rocca 1 marzo 201