Prima di iniziare qualsiasi discorso relativo all'educazione religiosa dei bambini dobbiamo porci una domanda basilare: è lecito dare ai b. un'educazione religiosa?
Non diamo loro forse qualcosa che può essere molto preziosa per noi, ma senza il quale il b.sarebbe ugualmente del tutto felice la cui assenza non inciderebbe in alcun modo sulla sua vita e il suo sviluppo armonico?
Una simile risposta non può e non deve essere data dall'adulto su un piano teorico, ma deve scaturire solo da un'attenta e spassionata osservazione del b.
Una relazione interpersonale è sempre un mistero, tanto più è tale quando si tratta del rapporto con Dio; e quando il rapporto è tra Dio e il b.il mistero è ancora più grande.
Un b. non aveva avuto nessuna educazione religiosa, e un giorno all'improvviso scoppiò a piangere dicendo:” non mi rimproverate; mentre guardavo la luna ho sentito i dispiaceri che vi ho dato, ed ho capito di aver offeso Dio.”
(prof. Ghidionescu citato da M. Montessori in “Autoeducazione”)
Un b. di sette anni privo di ogni educazione religiosa,a cui era stata spiegata l'evoluzione secondo i principi di Lamark e Darwin: egli domandò: da chi è venuto il primo uomo? E gli fu risposto: “ il primo si è formato a caso”a queste parole il b. scoppiò a ridere , e chiamando la madre disse: “ Ma senti che sciocchezza: la vita che si forma a caso! Questo è impossibile” e a chi gli chiedeva : “allora come si forma la vita ?” rispose con convinzione: “ E' Dio”
(Montessori )
A noi interesserebbe sapere se prima dell'età intellettiva esiste tra il b. e Dio un rapporto radicato più a fondo che nell'intelletto.
B. di 3 anni, cresciuta senza il minimo elemento religioso: non va alla scuola materna; in casa nessuno, nemmeno la nonna, atea ella stessa, ha mai parlato di Dio; non è mai andata in chiesa.
Un giorno pone al padre la domanda sull'origine del mondo: “ Da dove viene il mondo?” e il padre risponde coerentemente alle sue idee, con un discorso di carattere materialista, e pio aggiunge:” C'è anche però qualcuno che dice che tutto questo viene da un essere molto potente, e lo chiamano Dio”
A questo punto la bambina si mette a correre vorticosamente intorno alla stanza in uno scoppio di gioia ed esclama: “Lo sapevo che non era vero quello che mi dicevi! È Lui, è Lui! “
Rapporto diverso del b. con Dio, che si manifesta attraverso una gioia che coinvolge il b. nel profondo?
Julien Green: Ero solo in una stanza senza luce e guardavo il cielo nero in cui brillava qualche
stella: ebbi come uno slancio di amore: sapevo che c'era Qualcuno e che vedendomi mi amava anche Lui.C'era e mi parlava senza parole.
M.C. Ero davanti ad una finestra aperta, una sera, d'estate. Sul tetto più vicino un grillo cantò nel buio. Quella sensazione si aprì subito in me ad un sentimento, o meglio ad uno stato generale della coscienza, che in modo graduale ma con estrema rapidità e con straordinaria potenza mi condusse dalla percezione a una sorta di immateriale ed universale rivelazione. Anzitutto ebbi il senso dello spazio: una vastità illimitata si era aperta davanti a me, e forse per un attimo sono rimasto smarrito davanti a quella immensità. Il momento seguente mi accorsi che una passione irresistibile si accendeva in me. Ero tutto commosso, caldo, intenerito di fervore: debordavo di affetto, un trasporto violento di tutta la mia affettività. Una seduzione potente mi raggiungeva ed avvolgeva e la mia reazione era di accettarla e volerla. Mi torna alla memoria quel movimento come di un amplesso a cui mi sia aperto volontariamente dal fondo di me.
Da sé, veramente del tutto da sé , quell'ampesso tentato mi si tyrasformò nel cuore in una pienezza assoluta di gioia.Una gioia stupefacente, una specie di entusiasmo di giopia mi invase. Divampai tutto nella luminosità di una felicità così intensa e così completa ch e mi immobilizzai a quel sentimento in uno stato di appagamento perfetto e di adesione assoluta.
Età: dai 4 ai 6 anni.
Linda prima dei 6 anni
mentre segue una farfalla che vola , “improvvisamente tutto sembrò aprirsi intorno a me le parved veere tutto più chiaro e “ mi sentii penadi gioia e di calore in tutto il corpo” in un modo mai provato prima.
La sensazione fu così forte che la bambina scoppiò in lacrime di gioia, corse dalla mamma e le disse; “ Mamma , conosco Dio!”
Monica 6 anni
frequenta la scuola Montessori del Tuscolano: la catechista presenta i modellini dell'altare e degli arredi sacri, poi conduce i b. in chiesa, perchè possano vedere gli stessioggetti, ma veri.
Tornata a scuola con gli altri Monica si rimette a lavorare coni modellini,tutto ad un tratto si interrompe e si volta verso la classe e dice :” Come sono contenta oggi che sono andata in chiesa! Mamma non mi porta mai in chiesa, non ha mai tempo.
Finalmente oggi c'è qualcuno che mi salva e mi sento libera.” Sono parole che sembrano superare le capacità di un bambino.
Francesco ( cinque anni)
Deve aver capito che la mamma non è credentee le chiede: “ A chi vuoi più bene, a me o a Dio?”
La mamma, naturalmente risponde che vuole più bene a lui; e il bimbo :”Credo che questo sia il tuo più grande errore”
Si stenterebbe a credere che un espressione del genere si possa trovare sulla bocca di un bambino, se la mamma stessa non l'avesse ripetuta.
Edda ( 3 anni e mezzo )
Non è battezzata, i genitori sono atei.
Gode infinitamente la preghiera e le celebrazioni che fa nella casa dei bambini che frequenta.Ma le vacanze arrivano e Edda va in campagna; lì scopre che i contadini vanno in chiesa , e non trova pace che seguendoli, in modo così manifesto che i genitori ne restano impressionati.
Rispettano profondamente la bambina e son essi stessi a portarla dal sacerdote perchè la battezzi.
Pieterke (5 anni)
Figlio di turisti atei che fanno un viaggio in Italia
Segue attentamente le funzioni nelle chiese visitate : le cerimonie non erano mai troppo lunghe per lui e non voleva staccarsene.( ragazzo irrequieto)
Dopo il viaggio chiede : “ Mamma , perchè non andiamo mai in chiesa come facevamo in Italia?”
Dietro le insistenze di un'amica dice al b. che la sera reciteranno insieme il Padre nostro.
Il b. si mostrò stranamente felice a quelle parole... quando la mamma dimenticava la preghiera Pieterke non mancava di ricordarmi che dovevo recitare il Pater con lui.
“Lo recitavo ogni sera, dice la mamma Anne marie van der Meer, e intanto pur compiendo questoatto , io e mio marito non credevamo. Ma il b. era felice!”
Irina da Mosca
Una lettera inviata ad un parroco di Mosca: a proposito di una bambina molto piccola.
La bimba vede le Icone di Gesù e di Maria a casa di una sua cugina e comincia a porle delle domande con gli occhi sgranati, fissava i volti che vedeva per la prima volta in vita sua.
“Anche se con fatica spiegai alla b. nel modo più accessibile la sostanza di ciò che l'aveva colpita.
Ma lei disse: “ Sai,lo sapevo che Lui esiste e ho sempre chiacchierato con Lui prima di prendere sonno. Sapevo che Lui si trova ovunque e che vede quando io faccio la biricchina, solo che talvolta lo temevo.Come posso parlare con Lui?”
Colpita dalle parole della b. le insegnai il segno della Croce e provai un'emozione insolita vedendo quelle manine che segnavano l'esile corpicino....” Ed ora posso baciarlo? Ma non sul volto, non sulla guancia, non così come la mamma. Lui infatti è più grande della mamma, è migliore della mamma. Lui vede tutto e non mi sgrida. E' migliore di tutti e mi ama. Regalamelo per favore, voglio sempre vederlo. Lo appenderò accanto al lettino come pure la sua Mamma. Regalamelo.
Sopraggiunta la mamma, la b. le disse :”Mamma presto vieni qua! Bacialo. Egli ama anche te. Finalmente ho visto il suo volto, ma io lo conosco da molto”... “ Mamma , perchè non dici nulla?
Mamma raccontami di Lui; mi è molto necessario:”
L'icona però le fu confiscata; la sua reazione è descritta dalla madre: “ Piange, chiede di appenderla
sopra il lettino “Voglio vederlo, ho bisogno di parlare con Lui.”
Quando il b. viene assecondato in questa sua attrattiva egli dimostra gioia: risposta piena di entusiasmo gioioso.
I b. che partecipano alla catechesi del Buon pastore sono così appagati che non vorrebbero andare via, sarebbero disposti a rinunciare ad altri impegni molto graditi.
Gli occhi si riempiono di lacrime.
I b. della parrochia di Colonna (Roma ) hanno escogitato il trucco di spostare le lancette dell'orologio per poter andare più presto alla catechesi.
Quando arriva l'ultimo incontro vorrebbero prolungarlo all'infinito.
Marco Fabio mettendo le mani sul tavolino : “mi tieni il posto per il prossimo anno?”
Addirittura per farli stare buoni tante mamme e insegnanti li minacciano di non lasciarli andare alla catechesi, e con successo.
Effetti:
Ci sono tante qualità di gioia: c'è la gioia che finisce per rendere nervoso il b. e molto spesso il b. che si è divertito diventa capriccioso e la gioia finisce in pianto. Non è di questa qualità la gioia che il b. prova avvicinandosi a Dio: si tratta di una gioia che lo mette in pace, che lo rende sereno e tranquillo.
I b. prolungherebbero -appagati e tranquilli- l'esperienza, continuando a lavorare raccolti, parlando a voce sommessa o cantando con gioia intensa e serena. Sembrerebbe che una corda profonda sia stata toccata ed essi, come incantati continuino ad ascoltarne, nel segreto del cuore, le vibrazioni prolungate.
“Dio e il bambino se la intendono”
Esperienza di amore di cui il b. ha bisogno più di ogni altra cosa.
Non è una carenza che va riempita, ma di una ricchezza che cerca qualcosa che le corrisponda.
Nel contatto con Dio egli trova il nutrimento che il suo essere richiede e di cui ha bisogno per svilupparsi nell'armonia.
Nell'aiutare la vita religiosa del b. , lungi dall'imporgli qualcosa che gli è estraneo, rispondiamo ad una sua silenziosa richiesta: “Aiutami ad avvicinarmi a Dio da me”