Sono un catechista deluso del catechismo tradizionale per vari motivi
1) La lezione di tipo scolastico è astratta o per lo meno intellettuale e annoia
il bambino che è già stufo della scuola.
2) I bambini hanno bisogno di una relazione viva col Signore e un'esperienza di
Lui
3) La trasmissione della Fede non avviene più in famiglia e quindi il catechismo
tradizionale non può incidere nella loro vita in quanto i modelli che contano per lui sono
i genitori, per i quali troppo spesso la religione è un optional.
4) Abbiamo quindi bisogno di un approccio completamente nuovo alla catechesi
dei bambini.
Dopo diversi tentativi e ricerche sono convinto di avere trovato il nuovo approccio che
cercavo proprio in questa speciale e ultrasperimentata (56 anni! ) Catechesi del Buon Pastore
Io sono un catechista molto interessato all'argomento della trasmissione della Fede alle nuove generazioni.Prendo lo spunto dall'uscita di un libretto
intitolato
I ragazzi ai loro preti... e ai loro catechisti Autore : Tonino Lasconi Editrice :Cittadella viene
presentato con queste parole:
"La catechesi tradizionale è in grave crisi. La responsabilità viene attribuita ai bambini e ai ragazzi, televisionati, non seguiti dalle famiglie, dispersi in mille impegni. E se la colpa
non fosse tutta dei ragazzi?"
Sicuramente la colpa va cercata anzitutto: 1) nella mancata trasmissione della nostra Fede da parte nelle famiglie... purtroppo nessuno può dare ciò che non ha!Il gap di trasmissione risale
almeno a tre generazioni: se in casa i bambini non respirano aria di Cristianesimo, non possiamo illuderci che basti un'ora alla settimana per inculcare loro ciò che non hanno ricevuto, anche
ammesso che la presentazione da parte del catechista sia splendida!A casa il bambino/ragazzo vede una diversa cultura e un diverso sistema di valori che non ciò che cerchiamo di comunicargli
noi in un ora a catechismo... e per lui fa testo ciò che vede fare e dire dai suoi genitori.Quello che riceve in parrocchia lo mette in in cassetto che non comunica con la sua vita! chissà
forse in futuro penserà di tirarlo fuori o forse no!...2)L'ora di catechismo è una lezione tipo scolastico, in cui si cerca di far passare concettiastratti , che debbono poi essere tradotti in
vita vissuta,ma i bambini/ragazzi sono già stanchi di lezioni e cose da apprendere, non hanno nessuna voglia di sopportare ancora un'ora di lezione! Possiamo anche utilizzare tutti i metodi
più moderni per interessarli,come storielle, video, giochi, lavoretti...ma trattasi sempre di trasmettere dei concetti.3)La fede in Gesù, non si può suscitare (parliamo da parte umana) con
un'operazione intellettuale, attraverso una trasmissione di concetti astratti, poichè, vi sembra possibile che i primi cristiani fossero disposti al martirio per una serie di concetti che avevano
in testa? ...qui si tratta di innamoramento!!! solo se io sono innamorato di Gesù che mi ha dimostrato un amore oceanico e mi ha fatto entrare dentro una vita di sconfinata libertà e gioia, che
mi ha dato una sicurezza granitica, tanto che qualsiasi cosa mi capiti io mi sento sicuro nelle Sue mani, solo se, pieno di questo Amore ho una voglia matta di riversarlo su tutti gli altri che
incontro, posso essere indifferente alla possibilità che mi facciano soffrire o che mi uccidano!3) Allora la catechesi che possa avere una qualche incidenza deve rivolgersi al cuore del bambino,
e aiutarlo a stabilire una relazione di amore e di gioia col Signore.4) Se nell'ambiente di famiglia non ha respirato la Fede sentita e praticata,come è nella stragrande maggioranza dei casi,
quando viene alla catechesi dobbiamo fargli trovare un ambiente dove possa respirare questa atmosfera di Fede viva , una comunità di adulti e bambini in modo che possiamo aiutarlo a scoprire il
Buon Pastore che conosce le sue pecorelle una per una, le chiama per nome e le difende potentemente.Dobbiamo essere in grado di aiutarlo a vivere un rapporto di conoscenza intima e di
amore, di godimento di Dio: la catechesi lo deve immergere in un ambiente particolare dove sia naturale per lui incontrare il Signore che lo ama in maniera speciale...4) Ma allora non si
può aspettare di iniziare a 7-8 anni, quando il fanciullo ha ormai superato il periodo in cui ha fame e sete di un amore grandissimo che può dargli solo Dio,in cui il bambino, spinto da una
esigenza forte che ha dentro naturalmente, è pronto ad assorbire come una spugna tutto ciò che parla di questo amore coinvolgente.(Vedi "periodi sensitivi" di Mar1a Montessori) ma occorre
cominciare nel periodo giusto, cioè a 3-4 anni.Qualcuno ha capito che voglio parlare della cosidetta "Catechesi del Buon Pastore"... che non è l'ultima trovata di qualche catechista disperato, ma
una esperienza viva che ha alle spalle ormai 57 anni di vita e che si è già diffusa in 38 Paesi nel mondo, dove sono innamorati di essa ("falling in love!") e pochissimo in Italia.E'
fondata su acquisizioni scientifiche della pedagogia Montessoriana ed è legatissima a fonti come la S. Bibbia e la Liturgia della nostra madre Chiesa; utilizza materiale preparato apposta per
fargli continuare la meditazione di quel "segreto bellissimo di Gesù" che gli è stato presentato in poche essenziali parole (10-15 minuti e non di più)Spero di avervi stuzzicato abbastanza da
proseguire nella visita attenta di questo sito che cerca di descrivere questa Catechesi così attenta ai bambini e alle loro esigenze e così efficace nell'aiutare i bambini a instaurare la
relazione più importante della loro vita. Benedetto
Sono un dilettante poco esperto in informatica , ho terminato il corso per
il secondo livello della Catechesi del Buon Pastore, e, con il Suo aiuto e quello prezioso di tanti abbiamo dato inizio all'Atrio in Asti.
ma vorrei mettere a disposizione di tutti i catechisti/e che si sentono incuriositi e interessati a questa nuova (per moltissimi ! ) catechesi, questo spazio web per scambiarci opinioni, esperienze, notizie, avvisi.
IN QUESTO STESSO SITO POTETE TROVARE UN BLOG CHE PERORA UTILIZZO PER PUBBLICARE ARTICOLI RINVENUTI IN RETE E CHE IN QUALCHE MODO CONDIVIDO: POTETE COMUNICARMI ANCHE VOI ARTICOLI DA PUBBLICARE.
A presto,
Benedetto