mar
15
mag
2012
(di Giuliano Cazzola su L’Occidentale del 10-04-2012) Domanda: abbiamo mandato al potere un governo di eletti, rappresentativo delle migliori virtù scientifiche e civiche del Paese oppure ci siamo messi nelle mani di un gruppo di incompetenti per di più arroganti e vanagloriosi, che se la cantano da soli? Non è facile rispondere a questa domanda per tanti motivi. In primo luogo per questioni di coerenza personale. Chi scrive ha creduto in questa compagine e ne ha sostenuto i primi atti.
Deve compiere allora un bel po’ di autocritica. In secondo luogo, è del tutto evidente l’appoggio di cui Monti e i suoi ministri ancora godono, nonostante tutto. E non è un appoggio solo mediatico, ma anche politico, da parte delle lobby più potenti del Paese e della Comunità internazionale. Lo si vede dal coro di apprezzamento unanime che accompagna ogni iniziativa del Governo, praticamente a scatola chiusa.
Ma non è ancora finita: da noi «colà dove si puote ciò che si vuole» si è deciso che questa esperienza debba andare avanti, comunque. Non è un caso che l’ufficio di presidenza del Pdl, con la presenza e la partecipazione di Silvio Berlusconi (da tempo defilato e attento ad altre attività), si sia riunito poche ore prima del cruciale passaggio riguardante il disegno di legge sul mercato del lavoro. E che i vertici del partito siano usciti da quella riunione con un ordine preciso: «Adelante Pedro, con judicio».
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