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mar

2011

Che sorpresa, è Quaresima ma l’Italia non se n’è accorta

Vorrei dare una notizia in esclusiva: ieri è iniziata la Quaresi­ma

Sono i giorni più importanti per i cristiani: neanche uno spazio sui giornali o in tv. Fosse cominciato il ramadan, sapremmo già tutto
di Mario Giordano
Tratto da Il Giornale del 10 marzo 2011

Vorrei dare una notizia in esclusiva: ieri è iniziata la Quaresi­ma. Lo dico perché nessun giorna­le e nessuna Tv ha riservato alla vicenda la benché minima atten­zione. Il mercoledì delle Ceneri è passato via inosservato, fra gli avanzi del Carnevale grasso, le ul­time feste di Venezia e le ricadute di polemiche scatenate attorno al­la festa della donna. Per carità: momento importante l’8 marzo. Ma di tutte le pagine ricoperte di mimose, fra tutte le iniziative in rosa, e le quote rosa, le ricorrenze rosa e i palazzi illuminati di rosa, possibile che non ci sia uno spa­zietto viola per ricordare che oggi inizia il tempo più importante per i cristiani? Scommetto che se oggi fosse co­minciato il Ramadan avremmo già stampato titoli a caratteri cubi­tali. Succede ogni volta: cinque­mila a Vicenza per il Ramadan, diecimila a Milano per il Rama­dan, e giù a raccogliere opinioni degli esperti per dire come ci si comporta durante il Ramadan, quali sono le regole del Rama­dan, com’è bello fare il Ramadan.

Persino alcuni vescovi a volte sembra che s’emozionino più per il Ramadan che per la Quaresima: si sa, è più facile ottenere un titolo su Repubblica inchinandosi ai fe­deli musulmani, magari propo­nendo una moschea in ogni quar­tiere, che celebrando il consueto cristiano rito delle Ceneri… E allora, però, è abbastanza inu­tile lamentarsi dell’Eurabia, cita­re le profezie di Oriana Fallaci, spaventarsi per l’arrivo delle mas­se di immigrati dal Nord Africa e per il conseguente «suicidio del­l’Europa», come ha fatto ieri il Cor­riere con un sentito editoriale di Piero Ostellino, se poi non ci si ac­corge nemmeno che in tutto il re­sto del giornale (e dei giornali) non c’è una riga per ricordare che sta accadendo qualcosa di impor­tante per i cristiani. È inutile per­ché non si può vincere la sfida con l’islam cancellando la nostra me­moria, le nostre tradizioni, la no­stra fede. Chi perde le proprie ra­dici rischia di essere spazzato via anche da un venticello, figuriamo­ci da una bufera come quella che si è sollevata in terra araba. Ma in fondo noi quella sfida l’abbiamo già persa. Abbiamo perso perché sappiamo tutto del­le celebrazioni del venerdì in mo­schea e nulla delle Ceneri. Abbia­mo perso perché nella preghiera laica del mattino, che sono i gior­nali, citiamo i carri di Viareggio e le arance di Ivrea, ma non sappia­mo più perché esiste una festa che si chiama Carnevale. Abbia­mo perso perché se domani, che è il primo venerdì di quaresima, nelle mense scolastiche serviran­no prosciutto e bistecca nessuno avrà nulla da dire. E magari sono gli stessi che giustamente si scan­dalizzano se, per errore, sul tavo­lo di un musulmano finisce un tocco di maiale…

Ci tornano in mente le parole della Fallaci perché abbiamo pau­ra. E abbiamo paura perché non sappiamo più chi siamo, mentre gli islamici lo sanno benissimo e sono così orgogliosi della loro fe­de e del loro passato da difender­lo anche in terra straniera. Noi, la nostra fede e il nostro passato, non sappiamo più raccontarlo nemmeno negli oratori, dove si celebra solennemente il multicul­turalismo, ma ci si dimentica di spiegare il significato delle Cene­ri. Se ieri fossimo andati in giro per le città a chiedere: «Che giorno è og­gi?», avremmo avu­to molte risposte: «Il giorno dopo la festa della donna», «il giorno dopo il martedì grasso», «il 9 marzo», «il giorno in cui si ri­torna a scuola», «il giorno in cui ap­passiscono le mi­mose», «il giorno della Champions League». Tutto  ve­ro, tutto esatto. E le Ceneri? Chi lo sa. Ormai persino la giornata interna­zionale della len­tezza, la giornata mondiale senza ta­bacco e la giornata internazionale sul­la protezione della fascia di ozono stratosferico han­no più visibilità dell’inizio della Quaresima. Sarà forse una giustificazione il fatto che buona parte delle grandi aziende editoriali hanno sede a Milano? Per la grande stampa e per le Tv il tempo della penitenza potrebbe cominciare domenica, secondo il rito ambrosiano? Mac­ché: domenica ci saranno gli ulti­mi riti della settimana bianca, co­minceranno le cerimonie laiche della primavera, il Fai che apre i giardini e le ville e altre interessan­ti attività.

La Quaresima no, quel­la l’abbiamo cacciata via. Non se ne parla, è tabù, forse perché la ri­teniamo troppo tri­ste da inserire nel­la nostra vita, un’overdose di sa­crifici che non ci vuole in mezzo a giorni che sembra­no ormai quasi tut­ti quaresimali. Ed invece sbagliamo. Sbagliamo perché, come ha scritto l’ Avvenire ieri, la Quaresima è sem­pre meno il rito del­la malinconia, e sempre più è il rito dell’ironia, che «sorride in faccia ai gufi della storia». Lo si voglia o no: «Non è più una tesi filosofica, ce lo si legge proprio ad­dosso». Basta guar­darsi intorno. Pro­prio perché i tempi sono già così cupi, proprio perché siamo di fronte a un mondo che crolla, proprio per­ché la vita già ci sembra una serie di infinite quaresime, non c’è al­tra strada che sperare nella Quare­sima. Quella vera. Che, se non al­tro, a differenza delle tante quare­sime quotidiane, dà un senso ai sacrifici, portando con sé la spe­ranza della Pasqua.

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CRISTIADA (2012) *** I CRISTEROS HANNO TESTIMONIATO NEL MARTIRIO LA LORO FEDE GRIDANDO ''VIVA CRISTO RE!'' Il film ''Cristiada'', con un cast eccezionale, ricorda la persecuzione dei cattolici messica

Il titolo della pellicola, che riprende il nome con cui quegli eventi sono passati alla storia, indica proprio il senso di una nuova "Cruzada" per Cristo, combattuta fino all'effusione del sangue dalla maggior parte della popolazione cattolica messicana negli anni '20, contro il governo massonico e anticlericale di Plutarco Elías Calles (1877-1945).
Egli mirava ad un totale sradicamento della fede del popolo messicano, attuabile soltanto a prezzo del sangue di molti martiri innocenti: per raggiungere lo scopo e avere il necessario sostegno, accettò perfino una distensione dei rapporti, precedentemente conflittuali, con gli Stati Uniti, interessati alle risorse petrolifere del paese. 

Leggi tutto Basta bugie

vedi il film QUI

IMPICCANO UNA MADRE DI CINQUE FIGLI PERCHE’ CRISTIANA

Asia Bibi, una madre di cinque figli. Dal giugno 2009 è rinchiusa in una cella senza finestre nel carcere di Sheikhupura in Pakistan. Ha subito atrocità e umiliazioni ed è stata condannata a morte per la sola “colpa” di essere cristiana.

In questo paese a stragrande maggioranza musulmana infatti il regime fondamentalista da anni ha varato la terrificante “legge sulla blasfemia” che è come un spada di Damocle sui cristiani, la cui vita, i cui figli, i cui beni sono così alla mercé di chiunque li denunci di aver offeso Maometto.

Ieri “Avvenire” ha pubblicato una lettera di Asia Bibi dove fra l’altro si legge: “Un giudice, l’onorevole Naveed Iqbal, un giorno è entrato nella mia cella e, dopo avermi condannata a un morte orribile, mi ha offerto la revoca della sentenza se mi fossi convertita all’islam”.

leggi tutto su Lo straniero

DEDICATO ALLE/ AI  CATECHISTI DEL BUON PASTORE

 

MI PIACEREBBE FARE UNA PAGINA DI ESPERIENZE DAL VIVO

 

DI UN  INCONTRO DI CATECHESI:  POTRESTI PER FAVORE 

 

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DEI BAMBINI O DELLA LORO RISPONDENZA 

 

A QUALCHE  ARGOMENTO SPECIFICO ?

 

SE NON TI SPIACE  AGGIUNGI  LA TUA CITTA'

 

GRAZIE INFINITE (VISTO CHE FINORA NESSUNO HA AVUTO IL CORAGGIO DI MANDARMI UNA RIGA)


 

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